Seven Months in Sweden!

Hallå hallå!

con il tempo che passa mi sto accorgendo di tante cose che, giorno per giorno, mi fanno capire che mi sta piacendo questa vita qui:

– il mio italiano è completamente andato; parlo e scrivo da schifo, non so più come dire le parole e quando cerco di esprimermi, sembro una bambina dell’asilo.

– è arrivata finalmente la PRIMAVERAA! Ciò significa più luce, più sole, giornate più lunghe, più passeggiate, più uscite, più caldo. Quindi meno maglioni, meno scarpe invernali, meno cappelli e finalmente meno buio!

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Tramonti delle quasi 7 di sera.

– la mia vita inizia a piacermi: ho una famiglia che mi vuole bene, ma sono tutt’ora terrorizzata dal poter compiere gli stessi errori che feci con la prima ed a volte entro in paranoia. Ho degli amici che mi vogliono bene e a cui voglio tanto bene, tra cui la mia “ragazza” Francese, Morgane, la mia dolcissima compagna di classe Emma ed Emi, un’exchange student italiana con cui ho condiviso l’ultima notte in albergo prima di Partire. A scuola vado piuttosto bene anche se ora sto iniziando a fare tutti i compiti in classe come i miei compagni svedesi: ciò significa stesso livello di difficoltà oltre al fatto che invece di studiare, io devo memorizzare più parole possibili.

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Io, Morgane e le sue stampelle

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Emma ed Io a scuola

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Emi ed Io Domenica scorsa a casa mia

– i cattivi pensieri del mio famosissimo momento buio se ne sono andati e mi sento leggerissima; niente più fasi filosofiche e niente più notti in bianco.

– il tempo scorre e siamo arrivati a 7 mesi di questa pazza vita svedese: pazza si, perché so che continuerà a stupirmi giorno per giorno fino alla fine di questa esperienza.

– 3 mesi rimanenti ma, non li so proprio quantificare; a volte sembrano passare come un fulmine ad ultrasuono , altre invece sono noiosissime e infinite. Ci sta pure questo, capitava anche quando ero a casa, no?

– non riesco più a trovare differenze culturali ed a volte mi chiedo “come è che si faceva in Italia?”

– inizio ad avere bisogno di mangiare knäckebröd con prosciutto, formaggio e cetrioli per colazione al posto del latte e biscotti.

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La mia normalissima colazione

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La tazza che adoro

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Qualcosa che comprerò a chili… Knäckebröd!

– questo posto inizia a piacermi, cosa che non mi sarei mai aspettata ma ora come ora, non riesco a pensare al mio rientro, mi spiego meglio: ci tornerei volentieri qui senza nessun problema ma prima voglio tornare a casa, abbracciare tutti i miei cari, mangiare come si deve e prendere più sole possibile.

– sto programmando alcuni viaggi da fare prima di andare via come andare a Göteborg e a Stockholm: la mia amica Emma e la sua famiglia mi hanno chiesto se potevo venire con loro a Stockholm! Presa da un mezzo infarto via telefono, scoppio a piangere dall’emozione e le rispondo strillando uno “JAAAAAAAA!”. La mia amica è scoppiata a ridere e mi ha detto “ma che dolce che sei!”. Sono felicissimaa!

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Snapchat mandato ad Emma dopo aver ricevuto la sua chiamata per Stockholm

– sto iniziando ad avere un Venerdì sera attivo: ciò significa cena a casa con gli amici e si dorme fuori casa! Esperienza mai provata! Yuuuu!

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Questo weekend a casa di Morgane.
Da notare la veduta del cielo fuori da casa sua.

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Casa di Emma lo scorso weekend, appena sveglie!

– inizio ad amare liquirizie varie: ogni volta che vado al supermercato, vengo tentata dalla svedese che c’è in me a comprare un pacchettino di caramelle tipo “cibo d’emergenza” nelle ore di lezione noiose.

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Per andare a scuola

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A casa

– sono andata a vedere l’università della mia città ieri e ne sono rimasta scioccata: era enorme e per visitarla tutta, l’università aveva messo a disposizione un pullman gratis che ci portava in giro e ci mostrava la vita universitaria… Troppo figo!

– adoro dormire con il gatto durante la notte: russa, quando sogna muove le zampe come se stesse correndo, quando guardo un film salta sul mio letto o sul divano e lo vediamo insieme. Quando si sveglia è un problema: inizia a graffiare sulla porta fino a che, per il rumore gli apri e ti fa “miao!”. Tutto alle 4 di notte.

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Billy che dorme sulla poltrona della mia camera

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Io e Stella mentre aggiorno il blog

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Stella è sempre vicina a me mentre aggiorno il blog

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Mentre guardo un film, arriva Stella, si siede e mi da la sua zampina!

– ha riaperto un chiosco di gelati dove ci andai i miei primi giorni di scuola con le tre italiane che sono state qui per solo tre mesi. Primo gelato della stagione: cioccolato e mirtilli!

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Gelateria Italiana e Novegese

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Morgane, io e i nostri “gelatini”

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Buonissimo!

– ho dormito a casa di Emma per la prima volta e mi sono divertita un sacco con lei: ha detto che verrà in Italia a trovarmi ed io la aspetto con ansia!

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La mattina appena sveglie

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La sera prima di andare a dormire

– l’indomani mattina la sua famiglia mi ha portato in giro per tutta Malmö mostrandomi la casa di Ibrahimovic, il porto di Malmö, il suo famosissimo grattacielo e facendomi vedere un bellissimo posto dove gli svedesi si vanno a fare il bagno d’estate. Malmö sotto i raggi del sole è qualcosa di bellissimo!

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Io e Emma in macchina mentre scherzavamo con Snapchat

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Sotto il grattacielo di Malmö

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Malmö e i suoi palazzi

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Il grattacielo di Malmö

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Il porto di Malmö

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Ville che si affacciano sul mare

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Una delle case di Ibrahimovic

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In spiaggia con Emma, la sua famiglia e il suo cane, Maja

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Una delle spiagge dove gli svedesi vanno a farsi il bagno l’estate

– sono andata alla mia prima festa di diciotto anni qui in Svezia: la sorella di Morgane ha organizzato una carinissima festa a casa sua con i suoi amici e tante risate. I momenti più belli sono quando riesci a ridere alle battute che fanno in svedese!

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Vestito per la festa

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Trucco e capelli

– ormai è difficile parlare un’altra lingua al di fuori dello svedese: a scuola, quando c’è la lezione di inglese, mi devo sforzare un sacco per esprimermi in inglese.

– a volte, non seguo i discorsi e non ho la minima idea di cosa stiano parlando in svedese ahahaha.

– sto ri iniziando a parlare in italiano con i miei compagni di classe e devo dire che li trovo tutti cambiati: speriamo che rimangano così al mio ritorno!

– mi sono lanciata una sfida: un mese senza parlare su Skype con i miei, i miei amici e il mio fidanzato… Un mese sarà il 24 Marzo quindi, aspettiamo!

– fare video stupidi con la mia amica Alice che è in USA insieme alle nostre exchange… Fa troppo fighe!

– Emi è venuta a dormire  a casa mia poiché l’indomani saremo andate a Malmö con Morgane e Salvatore a magiare al ristorante cinese.

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Emi ed Io

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– fare il tiramisù con mia sorella ed usare una ricetta svedese e vedere che è uscito buonissimo ugualmente: la Svezia e l’ Italia non sono mai state così vicine.

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Il nostro Tiramisú delizioso!

– parlare con la mia vera sorellina su Whatsapp: mai avrei pensato di scrivergli così tanto in pochissimi giorni!

– stare a casa durante i weekend è veramente bello, rilassante e piacevole: scambiare due chiacchere con tutti i membri della mia famiglia mi rincuora giorno dopo giorno.

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La mia fedele compagna

– Venerdí sera a casa di Morgane con Salvatore mangiando lasagne con varianti svedesi e facendo foto sceme insieme.

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Facendo il ragù!

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Lasagne pronte!

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Persone normali

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Mezzi normali

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Karate Kid

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Non so descriverla

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Muscolosi loro!

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Morgane e la sua posa

– mentre sto scrivendo, Stella dorme vicino a me!

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Io scrivo e lei dorme

Hej då!

Winter Holidays in Sweden!

Hallå hallå!

Ultimi giorni di Febbraio e, wow, anche questo è passato!

Mi rimangono più o meno quattro mesi da vivermi qui in Svezia; a volte penso a come quantificarli e definirli. Mi spiego meglio: a volte sembrano pochissimi e con un milione di cose da fare prima di tornare a casa, altre invece sembrano lunghissimi e infiniti.

Diciamo che non esiste una vera e propria unità di misura per capirli. Parlandone con i miei amici, mi dicono sempre di pensare a quanto sono passati velocemente i miei primi quattro mesi qui: oddio, proprio i primi quattro mesi no, ti prego!

Non penso sia una buona idea comparare i primi quattro con gli ultimi quattro poiché:

-erano i primi mesi in questo nuovo ambiente

-non capivo una ceppa di svedese

-stavo in un’altra famiglia

-c’era il sole e faceva caldo

-ho avuto delle curve impressionanti, peggio delle montagne russe

-ogni mese è diverso: dallo scorrere del tempo, dalle piccole conquiste quotidiane a tutto

A parte questa breve riflessione che mi lascia ridere a ripensare ai miei primi mesi “di vita”, nella mia regione, essendo al Sud della Svezia, sono finalmente arrivate le “sportlovet“, o meglio tradotte come “le vacanze dello sport”.

Ho scritto finalmente sono arrivate nel Sud della Svezia perché queste vacanze sono ben divise da Nord a Sud: Vi immaginate che casino ci sarebbe se tutta la Svezia avesse le vacanze nello stesso periodo?

Perciò, esse iniziano prima al Nord per poi finire con me, al Sud!

Si chiamano “le vacanze dello sport” perché gli svedesi, solo quelli amanti del freddo gelido e della neve, decidono di farsi una bella settimana bianca o al Nord della Svezia e Norvegia, oppure si fanno un bel viaggetto fino ad arrivare sulle nostre bellissime e innevate Alpi.

Io, insieme a tutti i miei amici, siamo stati le “eccezioni” poiché non abbiamo fatto nessun tipo di sport, a parte girare per quasi quattro ore dentro un centro commerciale in cerca di un paio di pantaloni.

Ora non è tempo di parlare di questo, iniziamo spiegando cosa è successo da inizio vacanze.

Domenica sera è rientrata mia sorella maggiore a casa solo per pochi giorni; mia sorella, come avevo spiegato verso Natale, studia in Scozia ma, da un po’ di tempo a questa parte non si sentiva bene nella sua università perché un suo amico è morto e, tutti i suoi compagni di classe sono depressi. Se magari un giorno lei si sente di buono umore, uno dei suoi amici è talmente triste da farla deprimere più di lui stesso.

Quando l’ho vista varcare la soglia della cucina, sono corsa subito ad abbracciarla. Per me lei è come una sorella maggiore; è quel tipo di persona che ti affascina quando parla di uno dei suoi meravigliosi viaggi in giro per l’Asia, perde tempo ad insegnarti tutte le nuove parole che ti potrebbero essere utili a spiegarti meglio in una conversazione ed infine, le piace un sacco parlare.

Di questo invece, vorrei aprirne una piccola parentesi. Ci sono delle cose che mi sorprendono ogni giorno in questa famiglia: le conversazioni, i rumori, gli abbracci e i sorrisi.

Le conversazioni perché si interessano a me, mi chiedono cosa sto pensando di fare nel weekend, cosa ho fatto a scuola, come è andata la mia giornata, come sta il mio dito, se voglio guardare un film con loro, insomma, mi parlano per più di 30 secondi senza girare la testa e continuare a parlare tra di loro! Mi piace tantissimo parlare con loro di qualsiasi argomento mi passi per la mente senza stare a pensare per ore e ore cosa potrei chiedergli per aprire una conversazione con me.

I rumori: mi piace tanto svegliarmi la Domenica mattina e sentire i genitori parlare tra di loro giù di sotto in cucina, mia sorella che ride a crepa pelle con la sua amica parlando della sera prima, mio fratello che urla davanti al computer in tarda notte con i suoi amici perché hanno sbagliato la strategia di gioco e, per finire i miei due bellissimi gatti che graffiano la porta alle 3 di notte per entrare in camera tua a dormire sulla poltrona. Mi mancava sentire la vita all’interno di una casa, i rumori di persone che fanno qualcosa dentro una casa, mi mancava sentire i rumori dentro casa.

Gli abbracci sono la parte forte di tutto. Mia madre, insieme a mia sorella, mi abbracciano spesso e la cosa mi piace tantissimo: un giorno, correndo giù in cucina per mangiare di corsa la mia colazione poiché ero in ritardo, come al mio solito, mia madre arriva con una lettera in mano mandata da mia nonna. Me la guardo e le chiedo se avessero dei problemi a ricevere delle lettere che hanno come destinatario me; ogni volta che faccio qualcosa le chiedo il permesso e poi mi scuso perché non so mai se la disturbo o meno. Lei mi guarda e mi dice “Sara, stai scherzando vero? Noi siamo felicissimi se ti arrivano delle lettere da parte della tua famiglia, non ti preoccupare!”. Le dico che non mi piace per niente parlare della mia vecchia situazione ma, a volte, ne devo parlare per spiegargli il perché le chiedo tanto e spesso, dopo pochissimo le chiedo scusa. Lei mi risponde “Smettila di chiedere, non c’è bisogno di chiedermi più nulla di queste cose, tranquilla!”. Le spiego che nella mia vecchia casa, la posta per me non era ben desiderata; lei mi guarda e mi da un abbraccio forte forte a se. In una mattina ho ricevuto un bellissimo e lunghissimo abbraccio e una fantastica lettera da parte di mia nonna e mia zia!

Infine, i sorrisi! Un sorriso riesce ad alleggerire di tanto qualsiasi tipo di soluzione, riesce  a darti quel tocco di luminosità in una giornata purtroppo buia e cupa, riesce a tranquillizzarti quando dentro di te hai una tempesta indomabile.

Possono sembrare pensieri stupidi ma, vi assicuro che nessuno di loro è stupido per me! Sono dei piccoli gesti che mi fanno vivere al meglio ogni giorno che mi rimane, ogni cena che facciamo insieme, ogni chiacchierata dopo cena o durante i film.

Ritornando al mio racconto, questa è Alexandra, meglio chiamata Alex, mia sorella maggiore, insieme a Billy, uno dei due gatti di casa.

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C’e scritto “Alex è a casa oggi!”

La sera, per farla felice, abbiamo mangiato le falafel e vitlöksås, il suo piatto preferito!

Il Lunedì, io, Alex, Sebbe, Bella, i suoi due amici e la mamma, siamo andati a visitare un vecchio edificio dove vi portavano tutte le persone affette dalla peste: il museo infatti, mostrava foto di persone che sono state rinchiuse lì, celle e vignette varie.

Una vignetta era davvero spaventosa poiché parlava di due fratellini che vennero sepolti vivi solo perché le persone del loro villaggio pensavano che portassero la peste: nel silenzio della notte, si potevano sentire ancora i loro gridi di aiuto mentre li seppellivano. Una parte della stanza aveva una specie di buca sotto il pavimento come quella della vignetta… Spaventoso!

Questo edificio in seguito è anche diventato una prigione ed infine, il palazzo reale del re. E’ strano come può cambiare un edificio nel corso degli anni vero?

A parte questo, la visita è stata molto interessante e divertente: la cosa che mi è piaciuta più di tutti era quando mi spiegavano tutto, anche quando non chiedevo niente. La vedo come una cosa molto dolce e gentile da parte loro!

Siccome mia sorella è tornata a casa, abbiamo deciso di andare al ristorante asiatico: il ristorante aveva un’enorme buffè dal cibo cinese, al giapponese e credo anche mongolo (?) ove, ho potuto mangiare un buonissimo sushi.

Si, sta iniziando a piacermi anche lui! Molti dei miei gusti alimentari sono cambiati, devo ammettere. Ora, per esempio, mi piacciono le verdure, la frutta e il salmone, cosa che non avrei mai pensato prima di venire qui, diciamo che era quasi sulla soglia del “pieno rifiuto”.

Ecco una foto del mio sushi preferito: ripieno di non so cosa e l’altro colorato sulla superficie.

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Quello con la carota gialla faceva veramente schifo… O meglio, la carota gialla non era buona!

Il Martedì pomeriggio sono andata all’ospedale per fare il mio solito controllo al dito e, come al solito ho cambiato il mio pacchetto; facevo i controlli spesso per vedere se non era infetto, visto che lo hanno ricucito dopo un po’ di ore.

La sera invece, io, mia madre, le mie sorelle e mio fratello siamo andati a cenare in un ristorante italiano dove ho mangiato dopo tanto tempo dei buoni ravioli ripieni di ricotta e spinaci che, disgustavo quando ero in Italia. Mangiandoli mi sono sentita ancora di più a casa, poi ovviamente piena come un uovo!

Avevamo deciso di andare al cinema tutti insieme quindi, abbiamo aspettato mio padre per un oretta in giro per Lund; le mie sorelle sono entrate in un negozio di te, (mi sono pienamente innamorata del te, lo bevo spesso e lo reputo molto rilassante), dove hanno comprato un te chiamato “Champagne e Fragole”. Ovviamente, da buoni svedesi, siamo entrati nel mitico e rinomato negozio di caramelle: ho iniziato ad amare le liquirizie quindi, ho fatto la mia bella scorta per il film quando vedo mio fratello alla cassa con una busta pesantissima… Ma chi sera comprato?!

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Ricordate “Pippi Calzelunghe”? Perfetto, ricordate la puntata in cui entra nel negozio di caramelle e compra ogni tipo di dolciume per tutti i bambini del quartiere? Mio fratello ha seguito alla lettera il suo esempio… Una bella gomma da masticare!

A fine film, che è ben durato 2 ore, era ancora intatta!!

A parte il fatto di Sebbe e la gomma, abbiamo visto “The Monuments Men”; un film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale quando i tedeschi facevano razzie di opere d’arte, sculture, dipinti e libri nascondendoli in miniere in Germania. Un gruppo di uomini americani si adoperò alla ricerca di questi tesori dell’umanità a scopo di riportarli alla loro collocazione originale.

Mi piacciono molto i film storici e questo, anche se un po’ lunghetto, devo dire che era proprio interessante.

Il Mercoledì mattina presto Alex mi ha svegliato per salutarmi poiché avrebbe preso l’aereo per ritornare a casa; alle 10 bussa caninamente alla mia porta, mi abbraccia e se ne va. La rivedrò prima del mio compleanno fino alla fine delle vacanze di Pasqua.

In pomeriggio io, Morgane e Salvatore siamo andati nel rinomato centro commerciale di Malmö chiamato Emporia: per più di tre ore abbiamo girato al suo interno perché Salvo doveva trovare un paio di pantaloni e forse un completo nuovo per l’incontro che avrebbe fatto la Domenica successiva con la sua associazione.

Per la prima volta io e Morgane abbiamo provato un buonissimo yogurt conosciuto in tutta la Svezia: il negozio ha una parete in cui sono appese 6 macchine di yogurt a seconda del gusto che vuoi (vaniglia, cioccolata, melone, naturale, cocomero e liquirizia), poi ti trovi una colonna con tutte le salse che ci vuoi mettere sopra come marmellata, sciroppo e sprinkles ed infine, un’enorme bancone con tutte caramelle, cioccolate e frutta da mettere sopra il tuo yogurt. Alla fine trovi la cassa e accanto la Nutella liquida come ciliegina sulla torta, o meglio sullo yogurt.

Sfortunatamente non ho la foto del negozio ma ho queste:

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I nostri yogurt

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Morgane era felicissima perché tutte le volte che ci passavamo davanti, nessuno voleva provarlo a parte lei… Nemmeno io ero molto affamata la sua faccia, a fine giornata era troppo forte!

Tornata a casa ero distrutta e con un dolore alle gambe assurdo! Lasciamo la foto parlare…

IMG_6250Il Giovedì mattina seguente siamo andati a Köpenhamn perché la sera stessa saremo andati a mangiate in un bellissimo ristorante per festeggiare l’anniversario di matrimonio dei miei genitori ospitanti insieme al migliore amico di Bella, sua sorella e i suoi genitori.

La mattina siamo andati in un grande centro commerciale di Köpenhamn per comprare dei vestiti eleganti per Sebbe e per finalmente, fargli tagliare i capelli. Dopo Sebbe, ho preso coraggio, non avendo un buon rapporto con lo “spuntare i capelli”, mi sono seduta sulla mia bella sedia comoda e le ho spiegato in svedese-ingelse alla parrucchiera,oltretutto danese!

Foto inedite… La mia faccia fa capire la situazione!

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Mi guarda come “perché questa fa le foto?” ahahaha

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Momento del taglio, questa è venuta meglio perché lei stava dietro, così non vedeva mentre facevo la foto!

Mentre mia madre, mia sorella e il suo migliore amico finissero di fare acquisti, io accompagno mio fratello per alcuni negozi di videogiochi e giocattoli: in primis, GameStop per poi andare in un negozio chiamato…

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Un bellissimo negozio devo dire!

A me e mio fratello ci piace un cartone animato chiamato “Frozen”, (come avrete potuto notare nel mio precedente post) ed in questo negozio abbiamo trovato il costume di Anna, una delle due protagoniste. Mio fratello era intento a comprarlo visto che tra poco andrà con i suoi amici ad una riunione di Cosplay: hanno deciso di impersonare tutti i personaggi di Frozen anche se Sebbe dovrebbe essere il fidanzato di Anna.

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Se ero un po’ più piccola…

Abbiamo anche trovato due bei cappelli da vichinghi, tanto per stare in tema ma, con una rivisitazione in chiave “moderna-Barbie”…

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Un vichingo fidanzato con Barbie

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Un vichingo modernizzato con una piccola passione per il “rosa”

Finiti gli acquisti e tutto, siamo arrivati in Hotel: il papà ci ha fatto vedere la nostra camera per la notte e, sorpresa della sorpresa, era la camera presidenziale.

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Aeroporto di Köpenhamn visto dall’alto

La camera infatti era posizionata all’ultimo piano con una visuale sull’aeroporto di Köpenhamn, essendo attaccato ad esso, avendo un’enorme salone con ampie finestre, soffitti e un’enorme radio tra le finestre. Il Lounge Bar era allo stesso piano delle nostre camere e, dopo una lunga mattinata, ci siamo tutti riuniti li dentro mangiando formaggio e frutta davanti ad un’enorme camino.

Ogni volta che vedo un’aeroporto mi fa pensare sempre e solo a due cose: la mia partenza e il mio ritorno.

Questa volta non è il pensare alla mia partenza e piangere ma, bensì pensarla e dire “è passato tanto tempo da quel giorno, sembra così lontano.”. Mentre per il mio ritorno è “c’è ancora un po’ di tempo ma è quasi vicino, diciamo.”

E pensate a tutti quegli aerei che arrivano da ogni parte del mondo, che avvicinano ogni giorno migliaia e migliaia di persone, con altrettante storie. Pensate a quante persone si rincontrano in un’aeroporto, a quante si lasciano a quante si riabbracciano, a quante si dicono “ci vediamo presto!”. Ognuno di loro viaggia per uno scopo diverso, proprio come feci io ai miei inizi. Ora sono qui, dopo più di sei mesi e guardo un’aeroporto dall’alto, da lontano, sapendo che tra non molto tempo lo rivedrò. Non ho emozioni definite ora come ora, E non so perché.

A parte questa breve parentesi, eravamo tutti pronti per la serata, dopo che ho per sbaglio chiuso la porta tra la camera mia e dei miei fratelli con quella del salone, il risultato finale era questo

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Isabella (Bella), io e Sebastian (Sebbe)

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Tutto fighetto con il nuovo taglio e vestiti

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Un’altra cosa che sta iniziando a piacermi sono i Macarons… Buonissimi!

Per cena abbiamo mangiato un’arrosto buonissimo anche se non so cosa ci stava dentro e per finire loro… I dolci!

A fine serata, pieni come uova, ci siamo radunati in una camera dove abbiamo parlato, giocato, raccontato storie ed infine mezzi addormentati!

L’indomani mattina siamo andati in un mercato in centro ove ho trovato per la prima volta un pandoro di cui non ne conoscevo nemmeno l’esistenza…

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Perbellini…

Ho riniziato quindi scuola dopo una settimana  anche se non volevo proprio ritornarci per svegliarmi presto ma, quel Lunedì, fortunatamente, ho iniziato alle 9.25, ciò significa che ho potuto dormire di più… Graziee!

Il Martedì ho fatto una cosa che posso togliere dalla mia lista “Cose da fare in Svezia”: PRIMA PARTITA DI HOCKEY SUL GHIACCIO!

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Malmö Arena

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Io, Alina e Morgane con le magliette del Malmö

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Foto con la mascotte, dopo averla cercata in lungo e in largo!

Il Malmö ha pure vinto dopo tanto tempo, a detta del papà ospitante di Morgane!!

Felicissima di togliere questa attività, ho anche comprato un piccolo ricordino della bellissima giornata

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Cappello e foto della squadra

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Redhawks di Malmö

Il giorno stesso ricevo una mail da AFS Svezia i quali mi dicono di aver vinto il concorso di scrittura indetto a Natale chiamato “Min Svenska Jul”: il premio è di 1000kr (pari a poco più di 100 euro) con i quali portare a cena fuori la mia famiglia ospitante!

Abbiamo concordato di aspettare mia sorella Alexandra e andare a mangiare fuori tutti insieme per i miei diciotto anni in un bellissimo ristorante!

L’indomani mattina mi sveglio e trovo lettera di mia nonna e abbraccio della mia mamma… Ecco una foto!

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Latte, cereali, una mela e lettera!

A scuola io e Morgane proviamo sempre cose nuove come l’altra volta alla macchinetta del caffè ho cliccato su te ed è uscito questo… Era un te al limone..

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Questa è la reazione i Morgane… Non le piace proprio!

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Questo era il mio te… Certo è che non si presenta proprio come lo si aspetta in più era dolcissimo!

Lo stesso giorno Morgane è andata nella libreria della scuola e ha trovato un libro chiamato “Typiskt Svenskt” o meglio, “Tipico Svedese”: conteneva tutte le assurdità (?) svedesi dal cibo, all’autobus, ai discorsi, alle regole… Insomma tutto ciò da sapere sulla Svezia!

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Umore Svedese: la prima non è di buon umore, la seconda è di buon umore

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Come sedersi sull’autobus

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Cosa fare la Domenica: no chiesa, si all’Ikea

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Cosa non parlare con uno svedese: la perdita della partita ad Hockey contro la Finlandia. (la mia famiglia è Finlandese e la cosa è molto divertente)

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Come fare la fila in stile svedese

Dopo siamo andate alla nostra lezione di svedese per exchange e lo abbiamo fatto vedere alla nostra insegnate che molto curiosa, ha annotato il titolo per andarselo a spizzare a casa… Ahahaha

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Un pezzo della nostra classe di Svedese

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Morgane e la mela pt.1

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Morgane e la mela pt.2

Il Venerdì ho avuto a scuola la lezione di Ginnastica e, come di legge, deve essere ogni volta diversa: questa volta avevamo il mini tennis ove, in duo con una mia compagna di classe, abbiamo vinto alcune partite, persino l’ultima, la più importante! Ci davamo anche il cinque con le racchette ahahaha!

Dopo questa lezione avevamo una lezione particolare chiamata “Kärleksakuten” o meglio, una lezione dedicata a educazione sessuale. I volontari, ovvero studenti di medicina, hanno iniziato l’incontro con un gioco chiamato “insalata di preservativi”: i ragazzi venivano numerati e a seconda del numero, appartenevano ad un tipo di preservativi. A quel punto, si toglieva una sedia, un ragazzo si metteva al centro: il gioco inizia gridando un preservativo e a quel punto i ragazzi appartenenti a quel nome dovevano correre per cercare una sedia. L’ultimo rimasto senza sedia andava al centro rifacendo tutto d’accapo.

La lezione è poi cominciata dando un soprannome al genitale femminile scelto da tutte le ragazze e uno al genitale maschile scelto da tutti i ragazzi, tramite una votazione di gruppo. A quel punto, i volontari hanno iniziato a spiegare come erano composti e quali punti erano più stimolanti; al suono della parola “densamente nervosa” dovevamo gridare “piacevole” per ricordarci quale parte dava più piacere.

Purtroppo non ho visto tutta la lezione ma, verso la mia fine, avevano iniziato a parlare di malattie, di come prevenirle e di scrivere tutte le domande in modo anonimo su un pezzettino di carta per poi metterlo dentro una cassetta apposita.

Una cosa che non avevo mai visto fare in Italia, almeno a scuola mia, frequentando il geometra, l’argomento “sesso” è molto tabù e i ragazzi, comportandosi da “ragazzini” avrebbero iniziato a sghignazzare per tutto il tempo mentre, i miei attuali compagni di classe maschi, sono stati perfettamente in silenzio facendo anche domande alquanto intelligenti.

Sono rimasta sconvolta. Qua, l’argomento sessualità non è per niente tabù!

Ho solo una foto, eccola qui!

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Volontari e compagni di classe in classe

Il Sabato mattina vado allo “Skånes Djurparken”, “il parco degli animali di Skåne” con Morgane, Alina e la sua mamma ospitante per una bella mattinata al parco per vedere tutti gli animali tipici della mia regione.

Le foto le potete vedere sulla Pagina “Le Mie Foto”, presente nel menù sotto il nome di “Skånes Djurparken”.

Un’altra cosa che ho potuto togliere dalla mia lista delle “Cose da fare in Svezia” è fatta: Vedere un’alce e una renna dal vivo!

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Un’alce che ha perso una delle sue corna perché è Marzo, per poi metterle nuove durante l’estate

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Bambi e il suo papà

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Una renna che perde il pelo in questo periodo dell’anno

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Renne finalmente! Belle ed eleganti!

Domenica è passata tranquillamente in relax tra palestra e divano di casa accompagnata dalla compagnia di mio fratello, mia madre e mia sorella guardando un bellissimo film in svedese chiamato “Arn”.

Cosa principale, ho capito il film essendo in uno svedese antico del 1200 d.c.!

Oggi è Lunedì, ove ho passato la mia mattinata e la prima parte del pomeriggio a scuola, con le seguenti foto

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Emma e il suo nuovo colore di capelli

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Emma ed io

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Ellen e Emma con il mio telefono mentre Ellen sbadiglia

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Emma selfie

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Emma e le sue foto sexy

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Prossima America’s Next Top Model

Ho sempre al mio fianco, la mia compagnia di giochi svedese… Lei, Stella!

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Spaparanzata sul divano

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Nella sua posizione preferita

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Accarezzandomi la mano, profumava delle sue caramelle preferite

Hej då!

 

What about one year ago?

Hallå hallå!

Oggi è un giorno da commemorare, celebrare, elogiare, decantare e chi più ne ha più ne metta. Oggi è un giorno importantissimo nella mia vita!

Esattamente un anno fa, ero in Italia, ero a casa mia da sola, nella mia camera, sotto la mia bellissima coperta pelosa e blu di pile guardandomi “Step Up 3D” dopo un’interminabile giornata di scuola.

Ero da sola perché mio padre era a lavoro, mia madre era dal parrucchiere ed il mio ragazzo era in trasferta a Loano per una regata.

Fuori c’era un bruttissimo tempo: pioveva e faceva “freddo”, (ricordo che sono in Svezia, ora questo “freddo di Roma” lo vivrei in maniera diversa) ed ero un pochino giù di morale.

Erano mesi che aspettavo e pensavo alla famosissima risposta da parte di Intercultura per quanto riguarda la mia domanda per fare l’anno all’esterno. I primi di Dicembre avevo finito tutto il mio fascicolo e lo avevo consegnato in mano alla capa del mio centro locale la quale, davanti a miei genitori, che mi avevano accompagnato alla consegna, mi disse “Sara, sei l’unica ragazza di Roma Sud ad aver messo tra le sue prime scelte la Russia”.

Avevo un sorriso che occupava circa il 70% della mia faccia; mi giro verso i miei genitori con questa espressione di felicità quasi da immobilizzarmi.

Mia madre mi dice “Oddio, la Russia, odio, ma hai messo pure quella?!”.

Mio padre, con le sue braccia incrociate, occhiali da sole appoggiati sulla testa  e, come al suo solito, con i piedi distanziati l’uno dall’altro, mi guardò con un aria felicissima per la mia scelta.

Io, travolta da ciò, le dissi “Ho anche messo la Turchia tra le mie scelte… Sono l’unica anche lì?”.

La volontaria, controllando scrupolosamente la lista, fece cenno di si.

Mia madre, ormai in preda al panico, si girò verso mio padre e gli disse “Ma pure la Turchia ha messo?!”.

Mio padre mi guardò con uno dei suoi sorrisi che mi riscaldò il cuore quel giorno.

Credo che queste piccole scene sono le cose che adoro; mi lasciano quel sorrisino beffardo sulla mia facia per un po’ di tempo.

Ma ritorniamo a quel famoso 22 Febbraio 2013, quel giorno che mai potrò dimenticare.

Pronta per vedere il film, chiamo il mio fidanzato dicendogli che stavo andando a dormire e che lo avrei chiamato più tardi.

Mentre stavo quasi per addormentarmi con il sottofondo del film, sento il mio telefono suonare. Vedo sullo schermo che era mio padre.

Rispondo e lui, non essendo molto bravo con la tecnologia e tutto, mi disse “C’è qualcuno di Intercultura che ti sta chiamando, vai a vedere sull’iPad”.

L’iPad effettivamente era in silenzioso sennò avrei sentito la mitica “Foresta di Sherwood” come suoneria delle mail.

Salto giù dal letto e corro giù per le scale sino ad arrivare in camera dei miei.

Cazzo, leggo “Intercultura, risposta per P. Sara”.

O MIO DIO.

CUORE A MILLE. PULSAZIONI A 10000. PRESSIONE NON QUANTIFICATA.

La apro, dentro c’era un allegato da scaricare.

L’allegato è pronto, ci clicco sopra e leggo.

“Gentili signori P., siamo lieti di comunicarvi che vostra figlia P. Sara è risultata vincitrice al concorso nazionale di Intercultura per l’ANNO IN SVEZIA”.

*piccola cosa da dire, sto piangendo con il mio solito sorrisino idiota mentre lo sto scrivendo*.

Mi butto per terra con i lacrimoni che scivolavano sulle mie guance come se fossero delle cascate.

Cavolo, ma sono sola a casa. Lo devo dire a qualcuno.

Richiamo mio padre ma nulla, non risponde.

Chiamo mia madre ma nulla, è dal parrucchiere.

Chiamo il mio fidanzato ma nulla, è in riunione.

Ma tutti c’hanno da fare oggi?!

Chiamo mia nonna che mi risponde: le dico tutto d’un fiato con tanto di singhiozzi e lacrimoni da rendere la mia voce incomprensibile.

Richiamo tutti i pretendenti di nuovo d’accapo ma, nessuna risposta.

Finchè non mi richiama mio padre.

Gli dico “hai letto la mail??”.

Papà risponde “secondo te? preparati che andiamo a dirlo a mamma!”.

Mi venne a prendere sotto casa e tra una lacrima e l’altra mi abbracciò più forte che potesse a se. Come se già avesse capito tutto.

Mentre ero in macchina, mi richiama anche il mio ragazzo.

Poverino, a lui ho detto il tutto di fila senza nemmeno una pausa, praticamente :

G: “Sara, che succede?”

S: “Andrò un ANNO IN SVEZIA, SONO STATA PRESA!”.

G:”…… sig……”

S:”Tutto bene? Ora sto andando da mamma, ti richiamo dopo!”.

G:”Ehm.. Ok… Non puoi proprio parlare? Ok, a dopo!”

Poverino, scusami tanto!

Arrivammo dal parrucchiere. Entrai nella sala ma non vidi mia madre.

Vidi tutte le sue amiche radunate in un angoletto della stanza, ma che stanno facendo?

Mia madre era dietro di loro, con tanto di bigodini e piena di fazzoletti sulle gambe; la sua faccia era rossa e i suoi occhi gonfi di lacrime di gioia che mai potrò dimenticare.

La abbraccio a me più forte che potevo mentre mio padre ci strinse entrambe.

Proprio così, come il 15 Agosto 2013, all’hotel LUNA ROSSA PARK HOTEL.

Ora sono qui in Svezia, nella mia nuova vita ad un anno di distanza. Quante cose sono cambiate in un anno?

E’ la mia esperienza, il mio anno, la mia nuova vita, la mia Svezia: la accetto per quello che è, bella o brutta che sia, triste o felice che sia, noiosa o divertente che sia, soleggiata o scura che sia

QUESTA E’ LA MIA SVEZIA GIUSTA O SBAGLIATA CHE SIA, LA RIFAREI ALTRE DIECIMILA VOLTE.

Hej då!

I’m Starting To Realise That…

Hallå!

Ho questa sensazione che ho bisogno proprio di scrivere perché ne sono felice, finalmente.

Dopo il mio “taglio”, ho cominciato a percepire una nuova sensazione a me sconosciuta sin da quando sono arrivata qui; è una sensazione che si sta evolvendo piano piano dentro di me.

Mi sento bene qui: mi sento di avere una mia vita, una famiglia e degli amici.

Mi sento di essere entrata anche solo per un infinitesimo di centesimo di millimetro (spero di rendere il concetto) in questo posto che ritenevo ostile a me stessa.

Mi sento bene con me stessa e la mancanza di casa si sta iniziando ad affievolire.

Mi sto forse rendendo conto che manca davvero poco? Mi mancano solo quattro mesi e poi ritornerò a casa.

Quattro mesi…

Anche qui sto iniziando a cambiare le sensazioni; se prima dicevo “oddio, sembrano un’infinità”, adesso è “cacchio, vorrei fare un po’ di cose prima di andarmene”.

Sto iniziando a realizzare tutto questo.

Piccolo pensiero da appuntare giusto poco prima di andare a dormire poiché domani si va a Köpenhamn.

Piccolo si, ma con un grande valore per me.

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Sulla strada di casa mia 🙂

Hej då!

Settle In And… Cut

Hallå Hallå!

Ho voluto cambiare l’inizio di questo post perché mi sento diversa, o meglio, sento che la situazione è cambiata.

Sono sei mesi che sono partita.

Sei mesi.

Cavolo, ne è passato di tempo.

Cavolo, ne sono cambiate di cose.

Cavolo, sono cambiata.

Sono successe un po’ di cose dall’ultima volta che ho scritto l’ultimo post. Non molte, è vero, ma per me sono state importanti.

Prima cosa che è successa è il fatto di ritrovarmi il dito anulare sinistro ciccione e sexy.

Sarò ripetitiva forse, ma siccome questo blog è il mio diario da Exchange, ho bisogno di appuntare tutto.

Mercoledì scorso, decisi di restare a casa invece di andare in palestra come al mio solito per parlare con un mio amico che non sentivo da tantissimo tempo su Skype.

Lui è un exchange in Cina e, per l’esattezza, non lo sentivo su Skype da quando ero partita.

Quasi alla fine della nostra chiacchierata, mia sorella mi chiede di aiutarla in cucina perché lei aveva da studiare matematica.

Ok, lascio stare tutto, mi fiondo in cucina pronta a preparare la cena insieme a Sebbe, mio fratello.

In contemporanea arrivano i miei a casa; la mamma decide di aiutarci con la cena, (meno male), in quanto eravamo lentini.

Dico meno male perché se non ci fosse stata lei, non so veramente come stavo.

Stavo per aprire una passata di pomodoro, (pure italiana perché era quella della “Mutti”), quando mi sono tagliata.

Mi sono fatta proprio un bel taglio che al momento stesso, non me ne ero proprio resa conto; infatti, l’ho pure toccato e ho visto che la mia ferita si muoveva pure.

Siccome non adoro vedere sangue, tagli o cose del genere, mi sono coperta il taglio con l’altra mano e contemporaneamente ho girato lo sguardo dalla parte opposta delle mie mani.

Mia madre ha appena fatto in tempo a dirmi di sedermi che… Si, sono svenuta.

Mi sono svegliata tra le braccia di mia madre ospitante che cercava di fare qualcosa per spostarmi dalla sedia al pavimento. Mi sono alzata in piedi e mi sono sdraiata sul pavimento con le gambe sul divano quando lei mi stava medicando.

Impaurita da tutto e cosciente che il mio taglio era un pochino grosso, l’indomani a scuola, dopo pranzo, decido di andare dall’infermiera della scuola.

Tremavo. Le mie mani non smettevano di vibrare, le mie gambe ballavano ed io, avevo la faccia completamente persa nel vuoto.

Spiegando all’infermiera cosa fosse successo la sera prima, scoppio a piangere; non perché facesse male ma perché ero impaurita. Tantissimo.

Lei, con tutta la calma che avesse, mi ripeteva di stare tranquilla nel frattempo avrebbe chiamato mia madre al telefono.

Ormai capisco lo svedese ma, in questi momenti, avrei preferito non capire di che cosa stessero parlando. L’infermiera le ha detto che il tagli, effettivamente era grosso ma ora, dopo più di 10 ore, la ferita era vecchiotta per essere cucita. Perciò doveva essere fatto ieri sera.

Panico.

Non sapevo coa fare, pensare e dire. Avrei voluto sapere cosa si poteva fare per rimediare.

Passando tutto il resto del mio orario di scuola a pensare a cosa cavolo fare per rimediare, all’ultima lezione decido di mandare un messaggio a mia madre dicendole se potesse chiamare un dottore o portarmi all’ospedale per farmi visitare.

Lei mi richiama in un batter d’occhi e mi dice che aveva fissato l’appuntamento per le 17.15.

Alle 17.30 avrei avuto l’appuntamento con AFS per parlare di noi Exchange davanti ad altri futuri exchange.

Ok, corri da scuola a casa, lascia tutto e con il cuore in gola aspetta che il dottore ti chiami.

La dottoressa mi visita e dice “il taglio è vecchiotto ma, lo ricuciamo ora e…”, e la interrompo dicendo “fai tutto ciò che serve ma per favore, non mi dire nulla.”.

Dopo avermi addormentato il dito, mia madre ospitante si avvicina al mio lettino e con un sorriso dolce e tranquillo, mi da la sua mano e mi dice “stringila se ti fa male”.

Volete sapere il bello quale è stato?

Ho pianto durante il tutto non perché facesse male, ma perché mi mancavano i miei.

Mi mancava vedere la faccia di mia madre mentre mi teneva la mano e sentire dietro di lei mio padre dire “è tutta una cazzata, è tutto finito”.

Strano si, entrare in un ospedale senza di loro per la mia prima volta. In quel momento avrei proprio voluto averli vicino, anche solo vederli in foto.

La cosa che è cambiata in tutto questo non è solo il mio dito ma, mi sento diversa. Ho saputo affrontare l’idea di entrare in un ospedale fuori da casa mia senza i miei genitori e senza poter parlare la mia lingua: mi sono spiegata in una nuova lingua, capivo in una nuova lingua e sono stata seguita da mia mamma che non avrei mai creduto potesse allungarmi la sua mano così.

Mi sento che qualcosa è scattato dentro di me: non so bene come si possa descrivere questa sensazione ma, questo fatto mi ha resa molto più indipendente di quanto credessi e mi ha fatto scoprire un nuovo lato di me.

Tutto fa parte di questa esperienza, non è così? Forse a voi potrà sembrare tutta una cazzata quello che ho scritto ma io mi sono sentita confusa e non cosciente di quello che stavo facendo.

Ora, dopo questo accaduto, ho iniziato a vedere questo posto diversamente; ho iniziato a vedere questa famiglia come un punto di riferimento, ho iniziato a farmi un’idea di quali persone contornarmi e  che la mia vita qui, in fondo, inizia a piacermi.

Il risultato? Lasciamo parlare la foto!

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Il mio bellissimo dito dopo essere stato medicato ! 😉

Un dito ciccione che ha tra i 5 e i 7 punti.

Un esperienza, giusto?

Dopo la mia “visita” all’ospedale, corro all’incontro con AFS.

Carino presentarsi davanti agli exchange e dire “ciao, il mio nome è Sara, sono italiana e si, sono arrivata tardi perché mi stavano ricucendo il taglio che mi sono fatta ieri sera preparando la cena.”.

A parte questo, l’incontro era molto piccolo e quando ero arrivata io, c’era solo una famiglia con un ragazzo che partirà il prossimo Agosto per gli USA. Eravamo tanti exchange ma non abbiamo avuto il tempo di parlarci.

Il giorno stesso dell’incontro, Morgane ha incontrato Edge alla stazione di Lund C perché a Göteborg le “Sportslov” sono iniziate una settimana prima di noi.

Morgane ospiterà Edge per tre giorni facendoli vedere Lund, Malmö e passando Alla Hjärtans Dagen insieme.

Il giorno dopo, il Giovedì, decidiamo di andare a Malmö; passeggiata sotto il SOLE che, finalmente, dopo un lungo periodo di buio ha deciso di ritornare a splendere proprio qui in Svezia.

TACK! THANK YOU! GRAZIE!

Il Venerdì mattina avevo il controllo dal medico per il taglio ed ero leggermente nervosa perché avevo paura di quello che mi dicevano; essendo leggermente vecchia la ferita quando me l’hanno ricucita, poteva essere infiammata.

Corro come al mio solito poiché ero in ritardo, arrivo allo studio medico e la visita con la dottoressa è andata bene!

Felicissima di ciò e tranquilla, mi dirigo a scuola per “iniziare la mia giornata”. Dopo le 11.00 dico di iniziare scuola ma siccome la mattina presto avrei avuto educazione fisica, di certo non potevo parteciparvi.

Finisco scuola e con molta flemma, torno a casa, siedo per una buona oretta sul divano e mi vedo insieme ai miei fratelli “Modern Family”.

In Italia mi piaceva tanto anche non riuscivo a vederlo spesso ma qui, a tutti piace ed è proprio bello e  rilassante sedersi sul divano, prendere la copertina e tenere tra le mani una bella tazza di te caldo quando fuori tira un vento freddo e forte.

L’orologio faceva le 17.15 e alle 17.30 Morgane, sua sorella e Edge sarebbero dovute venire a casa mia.

Non volevo passare il San Valentino senza fare nulla, non sarebbe stato divertente perciò ho organizzato una serata Tacos con tanto di film, palloncini e cioccolata a tema di San Valentino.

Sebbe che mi aiuta ad apparecchiare la tavola!

Sebbe che mi aiuta ad apparecchiare la tavola!

Il mio palloncino preso alla stazione di Lund sotto una tenda dove davano cioccolate a forma di cuore (che ho giustamente preso) e un cuore da costruire con un piccolo spazio dove potevi appiccicarci “I Love You” sopra.

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Il palloncino era proprio carino in mezzo alla stanza! 😉

La serata è proseguita guardando tutte insieme più mia sorella un bellissimo film romantico, “Dear John”.

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Morgane, Edge e Io!

Morgane è scoppiata a piangere più volte mentre io, siccome lo avevo già visto, ho fatto “quella-che-non-piangeva”. Scema!

Avevamo sbagliato pure film all'inizio e questo era il primo che avevamo messo.

Avevamo sbagliato pure film all’inizio e questo era il primo che avevamo messo.

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Guardare il film con il gatto che ti si addormenta così… Mai provato fino ad ora! 🙂

A serata conclusa, le ragazze hanno dovuto correre per prendere l’autobus mentre io, mi sono gustata il mio Bacio Perugina per festeggiare questa bellissima serata passata in compagnia ricca di risate e bei racconti.

Oggi, ho passato una bellissima giornata in compagnia della mia famiglia, di Morgane, di Edge e di Alina e le sue amiche.

Siamo andate in Emporia con Morgane ed Edge fino a che lei non ha preso il treno per tornare a casa.

La cosa più strana che è successa ad Edge oggi è stata che camminando in cerca di un Max, (una catena di fats-food simile a McDonald’s solo che svedese), Edge ha visto un ristorante turco il quale  cucinava una specie di piatto tipico della cucina Turca e che Edge non ha mai trovato qui in Svezia.

Era veramente scioccata alla vista di ciò anche se ha scelto comunque di mangiare da Max.

Dopo averla salutata mentre prendeva il treno direzione casa, io e Morgane abbiamo aspettato per una buona oretta nella stazione centrale di Malmö sua sorella e le sue amiche per poi andare mangiare tutte insieme in un bellissimo ristorante spagnolo di nome “El Patio”.

Abbiamo mangiato un “riktigt gott mat”, (un buonissimo cibo), tra qui salmone, pane e aglio e una specie indefinita di Tiramisù in versione spagnola-svedese.

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Pane all’aglio: da notare la salsina rosa che non so cosa cavolo sia…

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Salmone con Riso e verdure… Da amare! 😉

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Tiramisù fatto senza mascarpone con gelato alla vaniglia affianco. Non era buono ma nemmeno pessimo.

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Io e Morgane cazzeggiando su Snapchat! Il mio ditino!

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Sull’autobus per tornare a casa.

Serata finita, si ritorna a casa, relax sul divano guardando “Modern Family” tutti insieme e finirla scrivendo queste mie considerazioni riguardanti i miei sei mesi in Svezia.

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Io, Billy ed Edge!

God natt!

Let It Go – Frozen

Che dire, mi fa venire i brividi sentire tutte queste lingue insieme; è come la persona che canta fosse sempre la stessa a farlo in tutte le lingue. Non posso fare a meno di non sentirla.

Bello, veramente bello! Consiglio pienamente di guardare il cartone e, specialmente, di sentire questa canzone!

Hej då!